A N E I

Associazione Nazionale Ex Internati 
nei Lager nazisti
– Volontari della Libertà –

Comunicato n°2 08/02/24

Comunicato sul treno del ricordo

L’ANEI, dopo aver preso visione del progetto dell’iniziativa “Treno del Ricordo”, condivisa dal Governo, esprime il proprio stupore per l’inserimento della deportazione degli Internati Militari Italiani all’interno delle tematiche del «Giorno del ricordo» in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale. Si parla della «resistenza passiva» degli IMI assieme all’esodo dei giuliano-dalmati, ma le drammatiche vicende degli IMI e la loro Resistenza “passiva” determinata dalla decisione di non aderire a fascismo e nazismo, nulla hanno a che vedere con le vicende altrettanto drammatiche, ma originate da altre motivazioni e sviluppate in un diverso contesto, degli esuli giuliano-dalmati, se non per il fatto che la deportazione degli Internati Militari, però ad opera dei tedeschi, iniziò anche da quelle terre, in parte occupate dal nostro esercito. Ricordiamo le vittime delle foibe e quanti furono costretti ad abbandonare le proprie case, ma caliamo quelle tragiche vicende nel corretto contesto storico senza mescolare le carte. Nel «Giorno del Ricordo» si  rievoca la storia delle terre del confine orientale, che divennero italiane dopo la Prima guerra mondiale, rammentando la sorte di chi subì le violenze dettate dalle ideologie e dal contesto bellico, ma, per quanto sia importante ricordare attraverso un Treno del Ricordo anche la deportazione degli Internati Militari, la tragedia delle foibe e dell’esilio, soprattutto verso l’Italia, di circa 300.000 abitanti di quelle terre di confine, in conseguenza della nascita della Jugoslavia di Tito, non può essere accomunata, senza ingenerare confusione, con quella degli IMI, che vennero deportati in Germania dai tedeschi; IMI ai quali il calendario civile riserva la Giornata della Memoria il 27 gennaio. Si sa quanto difetti la Memoria storica nel nostro Paese e non crediamo che questa iniziativa favorisca la chiarezza necessaria per collocare nel giusto contesto, che è quello di una decisa presa di posizione antifascista, il calvario degli Internati Militari Italiani.