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BIBLIOGRAFIA

SCHREIBER GERHARD

I militari italiani internati nei campi di concentramento del Terzo Reich (1943-1945)

L’opera ricostruisce le vicende dei circa 600.000 militari italiani deportati in Germania dopo l’8 settembre, analizzando altresì i motivi per cui, con una scelta uni voca e corale, essi rifiutarono qualunque collaborazione con la Germania e con la Repubblica Sociale Italiana.

Questo libro è il riferimento ufficiale e più importante per lo studio di tale argomento.

CRISTIAN PECCHENINO

Gli IMI di Zeithain

Zeithain, Sassonia, ottobre 1943: in un lager in cui sono morti già migliaia di prigionieri sovietici, giungono alcune tradotte con feriti, malati e personale medico italiano catturati dalla wehrmacht dopo l’8 settembre. Presto si uniscono a loro altre migliaia di ex soldati italiani, brutalmente logorati dal lavoro coatto nelle fabbriche e nelle miniere del Reich. Per i tedeschi è un ospedale militare: per oltre 800 IMI sarà un Lager di morte per fame e TBC. La ricerca – propone un elenco rivisto dei caduti e utilizza fonti inedite – ricostruisce una vicenda di resistenza e testimonianza con i corpi pagata a caro prezzo e a lungo poco ricordata.

HAMMERMANN GABRIELE

Gli internati militari italiani in Germania (1943-1945)

Maggiori informazioni L’opera ricostruisce le vicende degli internati militari italiani deportati in Germania. L’opera è ricca di documenti e testimonianze di quanto accaduto.

  

 

PAOLO VANDONE

Un mare di ricordi

Chi leggerà queste righe si chiederà di quale mare si tratti, in un racconto che di mare non parla affatto; è un mare di ricordi, degli anni in cui tra mille difficoltà eravamo aggrappati alla vita, alla casa, alla famiglia, pur nell’incertezza del domani stesso e dell’ora che sarebbe seguita.

 

CARMELA RUSSO

Lui era mio padre

Io, Carmela Russo, narro le vicende di mio padre da semplice soldato nell’aeroporto di Catania in Sicilia, ai Balcani in Grecia; qui catturato dai tedeschi dopo l’Armistizio dell’ 8 settembre 1943 e fatto prigioniero, in viaggio poi verso il Baltico; ed I.M.I. (Internato Militare Italiano) in vari lager nazisti. Soffre la fame, il freddo e subisce angherie tra minacce e sfruttamento sottoposto al lavoro coatto. All’interno della narrazione trovano spazio le cruenti vicende storiche di guerra subite dai miei familiari nel territorio di Castiglione di Sicilia, con particolare riferimento all’Eccidio del 12 agosto 1943 dove fu trucidato mio suocero Salvatore Portale, ai bombardamenti del 13 agosto che provocarono incendi e devastazioni di abitazioni ridotte in macerie. Le vicissitudini per la ricostruzione nel dopoguerra hanno segnato la mia vita sin dalla tenera età, con ripercussioni fino ad oggi in famiglia. Per me è stato difficile e doloroso entrare nel mio passato, coraggioso raccontarlo, ma sicuramente mio padre ne sarà orgoglioso anche se da lassù! Affido le memorie ai miei nipoti perché conoscendo il passato possano contribuire a costruire un futuro migliore!”

DINO RENATO NARDELLI – LUIGINO CIOTTI
I Campi di Tullio

IMI, Internati Militari Italiani, è la definizione data da Hitler ai militari italiani che furono catturati dai tedeschi e portati nei lager in Germania. Tra questi IMI ci fu Ciotti Tullio, giovane bracciante di Passaggio di Bettona (PG). La sua storia di prigionia e di guerra è quindi non individuale, ma collettiva. Le sue sofferenze, le angherie, i soprusi subiti, la nostalgia, la fame, il freddo, le umiliazioni non furono “patrimonio” solo di Tullio, ma di tutti gli italiani vittime di una guerra che la maggioranza di loro non aveva voluto.

AVAGLANO  PALMIERI

Gli internati militari italiani. Diari e lettere dai Lager Nazisti (1943-1945)

L’opera raccoglie una serie di testimonianze sull’internamento ricostruito partendo proprio dalla corrispondenza degli internati con i loro familiari.
Un caso unico la scelta della grande maggioranza dei 650000 militari italiani che nel 1943, dopo l’armistizio, rifiutarono di aderire alla Repubblica sociale italiana al prezzo della prigionia nei lager nazisti. La tragedia dell’8 settembre, i dilemmi della scelta, la dura vita nei campi nelle testimonianze «a caldo» degli internati militari italiani.

EMILIO GARDINI

Deportati e Internati

Con la raccolta di testimonianze di internati militari abruzzesi, molisani, lombardi e veneti, continua il prezioso lavoro di scavo e di approfondimento sul tema dell’internamento in Germania dei militari italiani catturati dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943, reso possibile dall’impulso e dal sostegno dell’ANRP.
Realizzato tra il 2009 e il 2010 questo volume ha portato alla raccolta di 50 interviste. Una ricerca a carattere territoriale che mancava e che ha volutamente accostato storie tra loro diverse. Quelle dei deportati nei campi di concentramento, di sterminio e KZ, perché considerati nemici del nazismo oppure individui non degni di vivere, secondo le leggi razziali; e quelle dei militari internati (IMI) negli Stalag, destinati al lavoro coatto. . Una ricerca per far conoscere una pagina poco nota della storia e uno stimolo per riflettere sulle tragiche conseguenze delle dittature e dei totalitarismi.

GIORGIO CORRADO

La rugiada

Il racconto diretto e coinvolgente di una storia vera, quella vissuta dal Capitano Veterinario Federico Corrado, padre dell’autore, nel campo di prigionia germanico di Zeithan, tra i soldati italiani malati di TBC, che ha cercato di strappare alla morte, sino alle ultime drammatiche giornate di guerra, passando dalle fucilazioni di massa alla concitata fuga e al logorante viaggio per tornare a casa.

MARCO TERZETTI

Lettere da un giovane militare

L’esperienza di un giovane cresciuto e formato nel fascismo e trovatosi, per scelta consapevole, a “combattere” la guerra in Germania dietro al filo spinato: vicende narrate seguendo fedelmente la documentazione originale e le lettere autografe inviate ai familiari dall’agosto 1942 all’agosto 1945. Bruno Terzetti venne catturato il 9 settembre 1943 a Mantova e deportato in vari campi della Polonia fino a che fu trasferito quello di Wietzendorf. In quest’ultimo lager poté eseguire opere grafiche documentarie con mezzi di fortuna e riuscendo perfino ad allestire una mostra di ritratti. Liberato il 16 aprile 1945, rimpatriò nell’agosto successivo. Nel 1979 era a Perugia, funzionario della Soprintendenza ai Monumenti. Lo scopo di questo lavoro è di non perdere la memoria di quanti hanno provato, nel fiore della gioventù, emozioni, aspirazioni, entusiasmi e delusioni mettendo a dura prova la propria coscienza con scelte difficilissime che taluni non hanno potuto raccontare.

GASTONE GAL

Incrollabili

Pubblicare diari, memorie o epistolari di guerra o di prigionia non costituisce più una novità assoluta: ogni anno il numero cresce e tuttavia, sebbene si tratti spesso di esperienze di grande valore storico, la prospettiva tende sempre a restare individuale. La novità del saggio non risiede solo nelle vicende narrate o nei materiali utilizzati, diversi inediti o comunque poco conosciuti, ma nella ricostruzione del tessuto connettivo delle relazioni personali tra i diversi ufficiali Internati Militari Italiani (IMI) che condivisero l’esperienza della prigionia dopo l’8 Settembre 1943 nel campo di concentramento di Hammerstein in Prussia orientale (oggi Czena, in Polonia). Da questo quadro particolareggiato, attraverso la comparazione e l’analisi delle pagine scritte dai protagonisti, si comprende il sofferto processo di elaborazione della scelta di ‘non collaborare’, di non aderire alla Repubblica di Salò, dando vita alla «Resistenza senza armi», pagina ancora poco conosciuta in Italia.

ADOLFO MIGNEMI

Storia fotografica della prigionia dei militari italiani in Germania

A differenza di altre prigionie avvenute nel corso della seconda guerra mondiale, quella dei soldati italiani in Germania, trovò un singolare testimone nelle macchine fotografiche. Sopravvissute alle talvolta tragiche vicende della cattura, ai ripetuti spostamenti, sottratte alle continue perquisizioni, esse furono celate con grave rischio personale e «usate» collegialmente per venti mesi allo scopo di documentare nel modo più ampio possibile la condizione di vita dei prigionieri. Tra la produzione fotografica realizzata nei Lager, emerge quella del tenente Vittorio Vialli, che riuscì a scattare clandestinamente nei diversi campi oltre 400 immagini, sviluppate solo a fine guerra, al rientro in Italia. Definite fin dal loro primo apparire nel 1946 «l’occhio segreto del Lager», queste fotografie, di cui qui si propone una selezione completata da molte immagini scattate da altri prigionieri, consentono di rivivere, a volte minuto per minuto, le ore disperate dell’internamento.

ERIK UMBERTO PRETTO

“La storia de Joanin sensa paura” 

Un libro scritto in vicentino arcaico pe ricordare la vita (non solo la guerra) del nonno Alpino…La storia di un internato militare italiano (Turcato Natale) in dialetto veneto. Una narrazione scorrevole, coinvolgente senza fronzoli ma con tante foto e documenti d’epoca.

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