• Cronologia storica

      3 gennaio 1925

      Mussolini, capo del governo fascista, sopprime le libertà civili e dà inizio alla dittatura in Italia.

      30 gennaio 1933

      Hitler, capo del nazismo tedesco, sale al potere in Germania.

      22 maggio 1938

      Firma del patto di alleanza militare e politica tra Germania e Italia.

      1° settembre 1939

      Hitler scatena la seconda guerra mondiale con l'aggressione alla Polonia, in aiuto della quale scendono in campo Gran Bretagna e Francia.

      10 giugno 1940

      Mussolini dichiara guerra alla Francia e alla Gran Bretagna e si schiera con la Germania nazista.

      22 giugno 1941

      Hitler dà inizio alla guerra sul fronte orientale, con l'aggressione all'Unione Sovietica (oggi Russia).

      10 luglio 1943

      Gli angloamericani sbarcano in Sicilia.

      25 luglio 1943

      Mussolini viene destituito. Capo del governo è nominato il Maresciallo Pietro Badoglio.

      8 settembre 1943

      L'Italia chiede l'armistizio alle forze alleate angloamericane. L'esercito italiano, abbandonato dal re, dal governo, dai comandi militari in fuga da Roma, viene catturato. Seicentocinquantamila militari italiani vengono internati nei lager nazisti e costretti al lavoro coatto.

      12 settembre 1943

      Mussolini diventa capo della Repubblica Sociale Italiana, vassalla del Reich.

      6 giugno 1944

      Gli eserciti alleati sbarcano in Francia.

      20 luglio 1944

      Diventa operante il patto tra Hitler e Mussolini, in forza del quale i prigionieri italiani vengono consegnati alla mercè della Germania.

      25 aprile 1945

      La Resistenza proclama l'insurrezione. Liberazione dell'Italia dalla dittatura fascista

      28 aprile 1945

      Mussolini viene giustiziato.

      30 aprile 1945

      Hitler si suicida nella Berlino occupata dall'Armata Rossa dell'Unione Sovietica.

      8 maggio 1945

      Sconfitta e resa della Germania. Fine della guerra in Europa.

      2 giugno 1946

      Gli italiani scelgono la Repubblica.

      1° gennaio 1948

      Entra in vigore la nuova Costituzione.




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      BIBLIOGRAFIA

      ANEI - Quaderni - del Centro Studi sulla deportazione e l'internamento. N.1-13 Roma 1964-1995

      TRIONFI Carlo - La vita di un prode. Il Generale Alberto Trionfi - Soc. Apostolato Stampa, Roma, 1946, pp.149

      PASA Luigi -Tappe di un calvario - Tip. Calfieri, Napoli, 1954 (prefazione di G.Lazzati), 2a ed. ibidem, 1966

      TESTA Pietro - Wietzendorf - Ed. Leonardo, Roma, 1947, pp.264 (2a ed. ANEI-CSDI, 1973, pp.294

      GUZZINATI Alberto - La liberazione del campo di Fallingbostel - "Quaderni", 1973-74, n.7 - pp.59-73 Relazione del Ten.Col. A.Guzzinati, "ufficiale anziano" del campo di Fallingbostel da febbraio a maggio 1945.

      GIUNTELLA Vittorio Emanuele - Il Nazismo e i Lager - Ed. Studium Roma 1979

      GUARESCHI Giovanni - Diario clandestino. 1943-45 - Rizzoli, Milano, 1949, pp.209 (Con numerose edizioni successive, sempre presso Rizzoli, Milano; 1a ed.BUR,1982, pp. 215)

      DEVOTO Andrea - Il comportamento umano in condizioni estreme: lo psicologo sociale e il Lager nazista - F.Angeli, Milano, 1985, pp.131

      AA.VV. (a cura di Nicola DELLA SANTA) - I Militari Italiani Internati dai tedeschi dopo l'8 settembre 1943 - Atti "Convegno" di Studi Storici promosso dall'ANEI (Firenze, 14-15 nov.1985), Giunti ed.Firenze, 1986, pp.215. Prefazione G.ROSSI

      SANI Massimo - Prigionieri. I soldati italiani nei campi di concentramento (1940-1947) - ERI ed.RAI, Torino, 1987,pp.169,32 ill.

      RUFFO Pino - La tradotta dei senza patria dalla Grecia ai Lager nazisti - Bi&Gi, Verona, 1987, pp.163, 13ill.Prefazione di Marino BIONDI.

      PIASENTI Paride - Il lungo inverno dei Lager - ANEI, Roma, pp.442 (5a ed.ampliata, ANEI, Roma, 1995, pp.442; 3a ed.ibidem, 1983)

      DRAGONI Ugo - La scelta degli I.M.I. Militari italiani prigionieri in Germania (1943-1945) - Le lettere, Firenze, 1996, pp.463. Prefazione di G.ROCHAT

      LAMB Richard (a cura e traduzione di I.M. GRIPPAUDO e note critiche ANEI), - La tragedia degli "I.M.I." vista da uno storico inglese - ANEI, Roma, 1995 (ed. L.G. Ambrosini & C.(Cologna Veneta, VR), pp.18, e in parte in "ANPI Oggi", marzo 1996 (cfr.AA.VV. (a cura T.CASALI), 1996).

      CAJANI Luigi - Il carteggio "Repubblica Sociale Italiana" conservato nell'archivio dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito (Roma) -ISRCC in prov. Alessandria, "Quaderno di Storia Contemporanea", n.20, Alessandria, 1996, pp.71-107.

      KLINKHAMMER Lutz - L'occupazione tedesca in Italia - Bollati Boringhieri, Torino, collane "Nuova Cultura" (1193) e "Gli Archi" (1996, pp.676)

      DE BERNARDIS Antonella - L'esperienza dell'internamento in Germania attraverso la memorialistica dei cappellani militari italiani.1943-1945 - Univ.Genova, fac. "Lettere e Fil.", 1996, pp.284. (tesi di laurea presso l'Università di Genova), (anno acc.1994/95) 1996, pp.284

      NATTA Alessandro - L'altra resistenza. I militari italiani internati in Germania - Einaudi, Torino, 1997, pp. XXXIV+141. Introduzione di E.COLLOTTI.

      SCHREIBER Gerhard - I militari italiani internati nei campi di concentramento del terzo Reich. 1943-1945 - Uff. Storico S.M.E. 1997 pp.903

      BERSELLINI Guido - Il riscatto 8 settembre - 25 aprile - ed. Franco Angeli, 1998

      AA.VV. (a cura di C.CAPPUCCIO e P.PIASENTI) - La resistenza nei Lager vissuta e vista dai pittori - ANEI, Roma, 1979, pp.123

      SOMMARUGA Claudio - Per non dimenticare - Bibliografia ragionata dell'internamento e deportazione dei militari italiani nei Lager del terzo Reich (1943-1945) Ed. ANEI Brescia 2001




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      QUADERNI    - Pubblicati 1964 - 1995


      Presentazione

    • Il «Centro di studi sulla deportazione e l'internamento», di cui questi quaderni sono espressione, sorge come iniziativa della «Associazione Nazionale Ex Internati», ai cui dirigenti – (giunto ormai il Sodalizio al suo diciottesimo anno di vita) – si presentò il problema di come prolungare nel tempo, con una proiezione perennemente valida, l'esperienza di cui l'«A.N.E.I.», (e non solo essa), era depositaria, affinché il passato non si esaurisse in un rimembrare interno, certo suggestivo, ma destinato ad affievolirsi e a dileguare nel tempo, e diventasse, se possibile, ricchezza di quanti verranno.

      Il punto era qui: una lezione che non avesse pretese didascaliche, o che si limitasse a pur doverose e commosse rievocazioni di un tempo della nostra storia che ha visto le degradazioni più demoniache; una lezione abbastanza distaccata da poter via via offrire, su d'una base oggettivamente ineccepibile, ogni elemento di giudizio sul fenomeno della deportazione e dell'internamento nei campi nazisti – (e diciamo semplicemente «fenomeno», per porlo, storicamente, sullo stesso piano dei grandi fatti attraverso cui, per evoluzioni ed involuzioni, per svolte e ritorni, procede la storia) -; una lezione, infine, tale da fornire ogni utile notizia al ricercatore di domani, senza pretesa – ovviamente – di costituire una silloge tanto compiuta da sostituirsi ai fondi archivistici delle numerose Amministrazioni ed Istituzioni pubbliche, nazionali e straniere; ma sufficiente a fornire indicazioni e a suggerire indirizzi di ricerca.

      Si parlava sopra di tragico fenomeno involutivo.

      Indipendentemente da risentimenti e recriminazioni – largamente scontati in chi ne fu vittima – ci parve che esso, per l'inaudita capacità di annichilimento dell'uomo sia svuotandolo della sua stessa coscienza (come accadde agli esecutori delle infamissime leggi persecutorie) sia avvilendolo – nelle vittime – con la attuazione di un disegno razionale e sistematico di distruzione quale mai la Storia aveva visto, meritasse il più attento e pacato esame, per valutarne – se possibile – le esatte dimensioni, e le conseguenze – anche sul piano della menomazione fisica delle vittime.

      Così – pensammo – un capitolo della storia contemporanea non sarà chiuso con lo scomparire dei Sodalizi che raccolgono quelle memorie, né sarà limitato alla testimonianza offerta dalla narrativa da esso ispirata; né ad illuminarlo saranno soltanto la passione, lo sdegno, l'orrore, l'angoscia dei sopravvissuti; se rimarrà – grazie a questo contributo – un durevole messaggio alle generazioni venienti, forse non tutto sarà stato invano.

      D'altra parte pareva opportuno collocare nella giusta luce un aspetto della Resistenza meno generalmente noto, meno appariscente, meno rispondente alle leggi consuete del combattimento che si svolge con l'arma in pugno, nella lotta aperta; qui, la tirannide da una parte, e dall'altra la squallida distesa tragica dei cento e cento "lager": un resistere intimo e pur dichiarato; oppure la espiazione angosciosa d'una partecipazione attiva alla lotta clandestina oppure ancor l'immolazione, sugli altari del più orrendo Moloch della storia umana, di intere popolazioni. Resistenza ovunque, nel rigare di sangue la via dell'effimera vittoria e della finale e benedetta sconfitta del mostro; nel rifiutarsi di essere, in qualsiasi modo, gli esecutori servili della sua volontà di dominio; Resistenza perenne, se l'insegnamento appreso da quelle pagine potrà educare le generazioni che verranno ad essere meglio delle nostre vigilanti contro il pericolo e le insidie della dittatura, mascherata con le parvenze liberatrici di non importa qual mito liberticida.

      * * *

      Ci ha confortati la pronta e cordiale adesione venutaci non solo dai Sodalizi che rappresentano i Deportati Politici ed i Razziali, ma anche dalle personalità, che, in ristretta scelta di collaboratori, pensammo di invitare a far parte del Comitato scientifico.

      Ma la collaborazione è aperta a quanti – in Italia come all'estero – ritengono di arrecare il loro contributo di studi e di esperienze.

      Così in questo 1964, mentre l'Italia si appresta, nelle celebrazioni ufficiali della Resistenza, ad onorare coloro che a quegli ideali offrirono la vita, l'iniziativa nostra acquista il valore d'un consapevole, e forse non trascurabile apporto, alla riconsiderazione di tempi drammatici per il mondo, ed in particolare per il nostro Paese, che in quegli anni di tormento doveva ritrovare la via delle sue libertà democratiche.

      Sen. Paride Piasenti

      * da QUADERNO n° 1 del 1964





      QUADERNI

      del Centro di Studi sulla Deportazione e l'Internamento 

    • Elenco dei contenuti dei Quaderni (indicizzato in formato excel)

    • n°

      1

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      1964

      n°

      2

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      1965

      n°

      3

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      1966

      n°

      4

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      1967

      n°

      5

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      1968

      n°

      6

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      1969 - 1971

      n°

      7

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      1973 - 1974

      n°

      8

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      1974 - 1975

      n°

      9

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      1976 - 1977

      n°

      10

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      1978 - 1982

      n°

      11

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      1983 - 1986

      n°

      12

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      1986 - 1990

      n°

      13

      -

      1995




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